Racconto del giovedì pomeriggio

Dal Libro Rosso ...
RACCONTO DI UN GIOVEDÌ POMERIGGIO

Protagonisti
RAMAGINI .......................... PAOLO Da Gubbio
MONTAGNA ........................PAOLO Da Siena
MORELLI .............................MAURIZIO Da Prato

Antagonisti
PETRACCI ........................... GILBI Da Cerreto
GEMIGNANI ....................... CINZIA
CINOPRI .............................. PEDRO Augustin Cinopri
UZZO ................................... SECONDINO 1
GEMIGNANI ....................... SECONDINO 2
TESCONI ............................. SECONDINO 3
PAOLA.................................. PAOLINA
DELLA MAGGESA ............ SEGANTINI
MARINELLA....................... PUFFA

Realizzato negli studi del Felice Palma di Massa nel 1984
Il racconto è un prodotto di pura fantasia, ogni fatto o riferimento alla realtà è puramente casuale.
Il testo è stato trascritto e rivisitato da uno degli autori Paolo Ramagini nel 2019
Se qualcuno dovesse offendersi, ricordo che queste cavolate sono state scritte 35 anni fa da 3 stupidi ragazzini, oggi uomini (si spera).


CAPITOLO I

Oggi 10 settembre 1984, gli imputati Maurizio Morelli, Paolo Montagna e Paolo Ramagini furono condannati ad una pena di anni 5 presso  l'Istituto Carcerario Statale "Palmatraz" di Massa con decorrenza immediata.
I detenuti furono reclusi nella famosa cella 1B e obbligati a guardare ininterrottamente la serie televisiva, rigorosamente registrata su VHS: D. Palma nel deserto, tratto dal famoso romanzo dialettale "Prima o po a le pije, le avventure di Davide P."

Trascorsi 8 mesi di reclusione e di penoso studio i tre riuscirono a sfuggire dagli occhi vispi e attenti dei famosi secondini Tesconi, Gemignani e Uzzo, grazie anche all'aiuto dell'amico e "niffone" Gilbi Da Cerreto. Noto Gay dell'ambiente VIP Montignosino, che con un abile colpo di ano riusci a distrarre il secondino (anch'esso ambiguo) Gemignani, detto comunemente "Cinzia". I tre sparirono velocemente tra le ombre della notte.

CAPITOLO II

Lontani dal carcere, i tre fuggitivi si avvicinarono ad uno chalet dove risiedeva un vecchio pastore zoppo di nome Augustin Pedro Cinopri, noto strozzino della zona.
Stranamente ben accolti dal mendicante che dopo averli sfamati li fece addirittura fermare per la notte. I tre però ignoravano che il Pedro, inconsciamente, era una mente malefica, masochista e perversa ed è per questi macabri motivi che quella stessa notte avvenne l'imprevisto!
A questo punto, prima di proseguire, dobbiamo svelare un segreto, quello di Paolo da Gubbio. Costui nelle notti di luna piena si trasformava in un lupo mannaro un po buonino che durante la notte si affacciava sui balconi attratto dalla bianca luna e cosi fece anche quella notte da Pedro.
Paolo era lì, accucciato sopra la balaustra pronto per spiccare il salto quando abbasso lo sguardo verso il suolo rinunciò, ritornò dentro e prese l'ascensore; tre piani di altezza non erano certo uno scherzo.
Arrivato alla selva oscura e penetrante si accorse che la sua marcia era inutile, era in folle! Prese di nuovo la marcia e sgommò di nuovo nella selva dove era sdraiata la principessa Paolina detta pesantemente "tora" per via del possente corpo e le maestose corna (probabilmente del fidanzato).
La bocca del lupo era già sgocciolante di bava e il pelo grigio dritto sulla schiena: si stava preparando al balzo famelico.
Un silenzio spento da un buio assordante invadeva la valle fino a quando all'improvviso si sentì un grido assordante: AHHHHHHHH !!! E puoi di nuovo il nulla. Il povero e ingenuo lupetto spuntò improvvisamente dalla selva correndo a gambe elevate e la coda in mezzo alle gambe.
Il giorno dopo l'innocente Ramagini si alzò, ando in bagno, sali sopra la bilancia dove si accorse con stupore che il suo peso era calato di 15 kg, si guardò, si scruto, ma niente. Ad un tratto però scoppiò a piangere, non aveva più il suo "puntero" e fu in quell'istante che chiamò il maestrante Cinopri che accorse immediatamente. Come un poderoso tacchino balzò nell'appartamento e li i due ebbero un colloquio maleficamente, perversamente e masochisticamente"anale".

CAPITOLO III
Il Maurizio da Prato intanto, cantando la canzone dei popolari Tompson Twins, se la discuteva con la poderosa stecchina Puffa, governate di pedro figlia di una cinese sposata con un puffo. La magrezza della Puffa era causata da una dieta ferrea impostle dalla famiglia durante la sua infanzia, la famosa dieta "Pierrone".
Montagna Paolo da Siena invece si preoccupava solamente di oleare i suoi scuri capelli biondacei canticchiando: - se il Montagna non va dalla montagna, la montagna va da Montagna -
Finalmente i tre riuscirono a raccogliersi nel loro alloggio dove avevano deciso di riposare un po.
Quando ormai la "pennica" aveva quasi preso il sopravvento si sentì bussare insistentemente alla porta fino a quando i tre in coro urlarono: - MA VA A FAN CULO IMBECILLE ! -
Era Segantini alla ricerca di un uovo sbattuto.


FINE




Nell'immagine potete ammirare il famoso "Libro Rosso". Nel libro rosso venivano scritte e disegnate cose che nulla avevano a che fare con la scuola. Io Paolo e Maurizio lo usavamo per scriverci messaggi o stati d'animo durante le ore scolastiche, un po come oggi si fa con WaatsApp.
Era il 1984 e noi eravamo dei selvaggi rinchiusi in quattro pareti, ma solo materialmente perché la nostra ironica fantasia non aveva catene.
Ci mettevamo nei banchi in fondo all'aula ad osservare tutto e tutti per poi divertirci con storie grottesche e divertenti, perlomeno per noi che le inventavamo. I compagni, vittime delle nostre storie, non sempre gradivano, non avevamo pregiudizi, neppure su noi stessi, come sicuramente avrete notato nel breve racconto scritto in testa al post.







Due parole su questa foto: Gita scolastica con la 1B, come potrete vedere "i protagonisti" non mollano. Poi la Katy tra i due professori (Tersconi e Matarese) aveva il mio mitico giubetto in pelle.
Marinella sempre a brontolare, Giorgia a scrutare, Tortorella a ponderare. 
Debora non stava mai ferma, Marina sempre sorridente e la Paola in posa. Dietro le file Sandro e Michela all'inizio della loro storia e credo che le corna dietro siano opera di Francesco. 
Il povero Moriconi in atteggiamento filosofico, e infine Chioni sempre di vedetta! 

Questa era la mitica IB in vacanza, che poi era la diventerà la IIB ecc... naturalmente. Nella vita possono cambiare molte cose, molte situazioni, ma guardando questa foto posso solo provare molto affetto per questi miei compagni di viaggio, affetto che per molti di loro è immutato anche dopo 30 anni.
Un saluto a chi purtroppo non c'è più, ragazzi che meritano di essere ricordati.


In questa foto: Io, Paolo e Davide, scattata davanti al Palma nel 1984


.



Commenti